Come non farsi male … Con il DIGITALE

Come non farsi male … Con il DIGITALE

Il termine Digital Transformation (DT) sta diventando un mantra per tutte le organizzazioni ma, al di la delle mode, cosa significa davvero per una azienda diventare una Digital Organization? C’è chi pensa che per essere digital basti una buona comunicazione sul Web. Altri riducono la Digital Transformation alla smaterializzazione dei processi. Qualcuno pensa che basti un po’ di Smart Working. Direi che non ci siamo, proviamo a capire meglio.

Un punto di vista interessante per capire cosa sia davvero la DT è pensarla come una competenza, qualcosa che deve essere sviluppato a livello organizzativo ed individuale. Se si introducono tecnologie e sistemi digitali senza modificare il modello di business di una organizzazione è davvero complicato pensare che l’organizzazione possa crescere e migliorare. Anzi il risultato potrebbe essere controproducente.

Immaginiamo di aver a che fare con una azienda con una immagine web moderna e accattivante. Una azienda che ‘promette’ innovazione ed efficienza, che dice contattami e ti sorprenderò! Pensiamo ora di scrivere chiedendo informazioni sui prodotti e di ricevere risposta, dopo una interminabile settimana. Che idea ci faremmo? Inutile dirlo…

La tecnologia non cambia il DNA di una organizzazione, piuttosto ne amplifica il carattere. Se, supponiamo, è lenta nel dare risposte ai clienti questa lentezza verrà ingigantita dalla ‘lente di ingrandimento’ del digiale. Sono ripensando il proprio modello di business la digitalizzazione diventa un supporto all’innovazione ed alla crescita organizzativa.

Ma ripensare strutture e processi non basta. La DT deve entrare nel mind-set delle persone, diventare un modo in cui si approcciano i problemi e si gestiscono le relazioni. Pensiamo ad esempio ai ruoli manageriali ed al modo in cui viene esercitata la leadership. Chi conosce le organizzazioni sa bene quanto ancora contino il rispetto degli orari di lavoro, la supervisione costante delle attività (per non dire il controllo) e, diciamolo pure, il rapporto gerarchico fra un manager e i suoi collaboratori. Bene, che senso avrebbero queste ‘priorità manageriali’ se un team lavorasse a distanza, collaborando attraverso una piattaforma e magari utilizzando solo dispositivi mobili? La risposta digital a questa nuova esigenza organizzativa si chiama e-leadership.

La DT è quindi principalmente una sfida, una fondamentale sfida di apprendimento per le organizzazioni che si misura nella capacità di acquisire nuove competenze organizzative e individuali. Le organizzazioni funzionano ancora come sono state progettate nel secolo passato. Sono verticistiche mentre oggi occorre coinvolgere tutti nel risolvere i problemi. Sono ben distinte in termini di ruoli e funzioni mentre oggi occorre trasversalità, integrazione e contaminazione. Sono abituate a pensare che esista un ‘dentro l’organizzazione’ e un ‘fuori dall’organizzazione’ mentre oggi vale sempre di più la metafora della scatola di vetro. Non è possibile fingere di essere digital, trasparenza chiama necessariamente autenticità!