Serious Game - uno, nessuno 500mila

Serious Game – uno, nessuno 500mila

Come distinguere i Serious Game da ciò che Serious Game proprio non è

 

C’era una volta. Finalmente dopo anni di timido capolino tra le fila di noiosi prodotti e-learning più o meno interattivi, ci siamo: i Serious Game! Chi è del settore li sente nominare almeno da una quindicina di anni, cioè da quando fenomeni come Second Life e i Syms tenevano banco e promettevano modi nuovi di fare comunicazione, formazione/apprendimento e selezione.
Oggi la situazione  è 500.000 risultati lanciando l’etichetta in pasto ai motori di ricerca. Ed ora? Facciamo un pò di ordine. Come ci si orienta in un mondo che è adiacente all’industria dei Video Game e sconfina in prodotti classici quali In-basket e Business Case?

Cosa non è un Serious Game?
– Video Game
– Video Storytelling
– In-basket
– Business Case
– Webdoc
– Questionari interattivi
…storie interattive, aumentate (cool!), con sistemi di valutazione più o meno complessi non sono Serious Game.

I Serious Game: elementi costitutivi e caratteristiche salienti
1. simulatori veri e propri non questionari con domande a risposta multipla!, con cui allenare comportamenti e competenze complesse e sistemiche. In pratica consiste nel fare esperienze significative attraverso un obiettivo serio da raggiungere, ad esempio risolvere un conflitto, gestire una negoziazione problematica, portare avanti un progetto che prevede relazioni con diversi interlocutori e risoluzione di diverse problematiche (cognitive, relazionali e realizzative)

2. non lineari: non contengono di fatto una storia con uno o più finali predeterminati, come nei classici modelli “a bivio”,  ma tante storie a seconda delle decisioni che il giocatore-partecipante prenderà nel corso della simulazione. In pratica decisioni diverse via via cambieranno i connotati della storia ed i comportamenti degli interlocutori virtuali (bot);

3. ambienti immersivi digitali in cui fare esperienze: quando ben progettati, i finali possibili sono superiori a quelli previsti a tavolino dai progettisti. Durante il gioco ogni scelta fatta concorre a costruire un profilo del giocatore ed i caratteri con cui dialogherà cambieranno anche in relazione allo stile/carattere espresso dal giocatore.

4. feedback continuo: questa è la vera cartina al tornasole che denota un Serious Game da un bel prodotto multimedia. Il pannello di feedback restituisce elementi quantitativi e qualitativi al giocatore-partecipante che potrà analizzare per tentare una nuova giocata al fine di migliorare la propria performance. L’obiettivo ebbene sì è proprio Trial & Error “provare, provare, provare…”

Trial&Error è il paradigma di base dei simulatori ed anche per simulazioni in ambito formazione manageriale questa è la caratteristica più interessante: giocate  ripetute consentono al partecipante di venire a conoscenza in modo tacito del proprio stile, comprendendo  quanto funziona per risolvere la situazione e tentare strade diverse sullo stile sliding doors.
Perchè sono così interessanti per chi fa formazione manageriale?
Lo scopriremo nel prossimo articolo! Stay tuned!